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Riccardo Carnovalini
CamminAmare 2008
Nato a La Spezia nel 1957. Da più di 30 anni attraversa a piedi l’Italia, fotografando il territorio e raccontando le sue esperienze alla radio, nelle scuole, sui periodici di viaggio e di natura e in una decina di libri. Collabora con varie case editrici, per le quali realizza servizi fotografici e descrizioni di itinerari. |
:: Intervista a cura di
Francesco Scarpino inserita il 29/04/2008 ::
Nel 1985 hai percorso a piedi, più di 4.000 chilometri lungo le coste italiane. Da Trieste sei arrivato fino a Ventimiglia, per far conoscere lo stato dei litorali della penisola. A distanza di 23 anni, torni a camminare sulle coste della tua regione con il CamminAmare Liguria 2008. Di cosa si tratta?
E’ l’ennesima sfida di una vita in cammino. Il desiderio di provare a far qualcosa di buono per la regione in cui sono nato. Per far riflettere e, se possibile, prendere iniziative, nella direzione di un uso e di un rispetto diverso del territorio. Pur essendo una regione gravemente compromessa, la Liguria conserva ancora tanti ambienti che meritano di essere scoperti andando a piedi, lentamente, lasciando a casa l’automobile e raggiungendo la partenza di un sentiero col treno.
A chi è aperto il viaggio?
A tutti coloro che vogliono farsi un’idea diretta di questo territorio, usando gambe, cuore, occhi e cervello propri e che chiamiamo camminamanti. Chi decide di fare un tratto di cammino, che sia mezzora o un giorno intero, sarà il benvenuto e scoprirà, o ne avrà la conferma, che solo la bassa velocità, i 3 chilometri all’ora, consentono di stabilire un rapporto col territorio. Certo, si soffrirà davvero nei luoghi degradati, ma la gioia sarà grande dove la natura comanda ancora o dove l’uomo ha saputo inserirsi nel paesaggio con attività compatibili.
Quale sarà il percorso che seguirai?
CamminAmare è un cammino il più vicino possibile al mare, con qualche eccezione. Per evitare tratti di costa alta o tratti di Aurelia andremo nel primo entroterra, cammineremo guardando il mare dall’alto. Fino a Genova sarà un percorso molto interessante sotto il profilo escursionistico, poi dovremo fare lungomari e impatteremo spesso nel traffico viario. In ogni modo sul sito dell'evento www.camminamare.it pubblicheremo il programma con tutte le tappe in modo dettagliato.
Qual è l'obbiettivo del CamminAmare 2008?
Per me è un obiettivo nel vero senso della parola. Da fotografo mi prefiggo di produrre una documentazione che metta a confronto i paesaggi di oggi con quelli che avevo fotografato nel CamminAmare del 1985 e con quelli che aveva fotografato Italo Zannier nel 1970. Rifare le foto dalla stessa identica posizione e con le stesse inquadrature consentirà a tutti di capire cos’è successo in questi ultimi decenni. Il cambiamento del paesaggio non è una cosa di poco conto, perché il paesaggio è la casa in cui viviamo, e di cui spesso non abbiamo la necessaria attenzione. Per non dire che il buon paesaggio produce reddito, essendo la base irripetibile per un turismo durevole.
Ci saranno degli ospiti durante le varie tappe?
Oltre ai camminamanti, che speriamo saranno numerosi, abbiamo coinvolto diversi personaggi pubblici, testimonial che condivideranno con noi il cammino, aiutandoci nella comunicazione e rendendoci più visibili. Alcuni nomi? Stefano Ardito, Alberto Asor Rosa, Sylvie Coyaud, Giuseppe Cederna, Maurizio Maggiani, Maurizio Pallante, Paolo Rumiz.
Con il CamminAmare del 1985 sei passato anche da San Leonardo di Cutro nella provincia di Crotone. Come ti è sembrato il mare e il paesaggio circostante?
Era il 21 aprile, la 64esima tappa del CamminAmare, 2.000 km già percorsi a piedi dalla partenza al confine con l’allora Jugoslavia.
Fu un lungo cammino domenicale iniziato di buon’ora da le Castella. Ricordo che arrivai alla spiaggia di S. Leonardo di Cutro scendendo una ripida scarpata di argille fiorita di trifogli e di ginestre. Da qui iniziai a camminare a piedi scalzi sulla spiaggia, affrontando molti guadi. La bassa marea mi consentì di passare i fiumi Tàcina, Crocchio, Scilotracco Rocca, Simeri, Alli, Castaci. Dovetti fare dei percorsi a semicerchio intorno alle foci, sfruttando il cordolo rialzato di sabbia con l’acqua che mi arrivava fino allo stomaco. Dopo 42 km, e più di 10 ore di cammino, arrivai a Catanzaro Lido, dove fui accolto dal sindaco e da sua moglie. Tutta la costa del Marchesato è impressa nella mia memoria, peccato solo per cementificazioni e inquinamenti vari, altrimenti quello sperone costiero sarebbe fantastico.
Intervista di Francesco Scarpino
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